
Sul campo, i rivestimenti antigoccia non falliscono a causa di problemi chimici; falliscono invece quando la temperatura non è uniforme. Ciò si può notare durante le ispezioni: si osservano problemi di adesione e bisogna rifare il trattamento, il che riduce i margini di profitto. Il sistema di riscaldamento deve garantire una temperatura uniforme su tutta la superficie del vetro, senza causare stress termici o deformazioni. Quando il profilo di riscaldamento cambia, la qualità del prodotto peggiora rapidamente.
Cosa è importante davvero Abbiamo progettato i sistemi per applicare i rivestimenti antigoccia utilizzando emettitori a luce infrarossa vicina (NIR). Questi emettitori reagiscono velocemente e permettono un controllo preciso della temperatura. I dispositivi tipici funzionano a 120–240 V, con una potenza adeguata alla velocità di lavorazione e alle dimensioni del vetro. Gli emettitori sono disposti in modo da creare un campo termico uniforme, evitando così zone troppo calde che potrebbero causare difetti nel rivestimento. Il controllo avviene tramite sistema PID con feedback a ciclo chiuso, così che il valore di temperatura desiderato rimanga costante anche in presenza di variazioni della temperatura ambiente. Il risultato è un essiccazione uniforme, senza eccessi.
Ecco perché questo sistema funziona bene nella pratica. I rivestimenti antigoccia richiedono che i solventi vengano eliminati rapidamente, ma allo stesso tempo il substrato deve rimanere stabile dal punto di vista dimensionale. L’energia infrarossa penetra direttamente nella zona bagnata, permettendo così un essiccazione più veloce, senza l’uso di forti correnti convettive che potrebbero causare irregolarità nel rivestimento. Ciò significa tempi di essiccazione più brevi, una produttività maggiore e meno prodotti difettosi. Inoltre, il consumo energetico diminuisce, poiché il riscaldamento avviene solo quando necessario e si interrompe tra un ciclo e l’altro. Anche sul vetro temperato, curvato o laminato, il processo rimane efficace, grazie al controllo della temperatura massima e alla riduzione dello shock termico.
L’installazione è semplice sulla maggior parte delle linee di rivestimento, ma è fondamentale assicurarsi che ci sia una linea di visuale chiara e che le superfici di quarzo siano pulite. Se non si mantengono queste condizioni, i vapori del rivestimento si depositano sulle superfici, riducendone le prestazioni nel tempo. È necessario verificare le differenze di emissività tra il vetro rivestito e quello non rivestito, e regolare di conseguenza il sistema di riscaldamento. Si può prevedere un riscaldamento più rapido rispetto al metodo convettivo, ma è comunque importante controllare la velocità della cinghia e il tempo di permanenza del vetro sotto il riscaldamento, per evitare un essiccazione incompleta. È inoltre consigliabile tenere a disposizione un set di emettitori di riserva: anche con materiali solidi, la manutenzione regolare è fondamentale per mantenere il funzionamento ottimale dell’apparecchiatura.